Le creme per emorroidi, Preparazione H, Fitoroid, Avenoc

I termini emorroidi  e patologia emorroidaria

La patologia emorroidaria è un disturbo molto diffuso, si stima che il 50% della popolazione la abbia sviluppata almeno una volta nel corso della sua vita.

Questa patologia colpisce soprattutto persone con un’età compresa tra i 40 e 60 anni, ma può affliggere anche persone più giovani e bambini.[1]

Nel linguaggio comune si utilizza il termine «emorroidi» indistintamente per la patologia e per la struttura anatomica.

Invece, è bene distinguere i due casi: sarebbe opportuno utilizzare correttamente il termine «emorroidi» per la struttura anatomica fisiologica, mentre e sarebbe più corretto chiamare «patologia/malattia emorroidaria» l’alterazione patologica di questa struttura anatomica.

Tuttavia, per comodità anche noi a volte chiameremo questo disturbo semplicemente emorroidi.

Prima però, per fare chiarezza sull’argomento, vediamo di illustrarne brevemente le differenze.

Le emorroidi sono una condizione comune caratterizzata da vasi sanguigni gonfiati nel canale anale o nel retto inferiore. Le emorroidi possono interessare l’interno del canale anale (emorroidi interne) o il tessuto intorno all’ano (emorroidi esterne).

Le emorroidi, la patologia emorroidaria e le sue cause

le emorroidi

Per emorroidi ci si riferisce a strutture anatomiche che sono fisiologicamente presenti nell’uomo:ovvero tutti noi abbiamo le emorroidi.

Queste strutture sono localizzate tra il retto e il canale anale (giunzione ano-rettale) e sono costituite da un tessuto particolarmente vascolarizzato che comprende un’ampia rete di arterie, di capillari e vene.

Questo insieme di vasi sanguigni,  chiamati sinusoidi, viene chiamato plesso emorroidario o plesso rettale, ed é localizzato sotto la mucosa anale e sostenuto da uno stroma connettivale e tessuto muscolare liscio.

Il plesso emorroidario e i tessuti che lo sostengono formano dei cuscinetti – dall’aspetto cavernoso per la ricca vascolarizzazione – che sono fisiologicamente situati nella parte terminale del retto, e che hanno l’importante funzione di mantenere la continenza anale alle feci e ai gas e che, inoltre, proteggono lo sfintere anale durante il passaggio delle feci.

le patologie emorroidarie

In condizioni fisiologiche normali non percepiamo la presenza di questi cuscinetti, le emorroidi, ma, in particolari situazioni e per varie cause, i vasi che costituiscono il plesso emorroidario possono gonfiarsi e dilatarsi eccessivamente, indebolendo le pareti fino alla perdita di elasticità, ovvero fino alla sfangamento.

Questa alterazione instaura una condizione patologica che va sotto il nome di malattia emorroidaria.

i suoi sintomi

I sintomi che la caratterizzano, in genere, sono il dolore (puntorio, urente o percepito come un fastidio continuo), il bruciore,il prurito ed il sanguinamento (può avvenire all’evacuazione, o può essere spontaneo).

L’aumento di volume e la perdita di elasticità di tale tessuto può portare al prolasso di questo cuscinetti, ovvero alla loro fuoriuscita dal canale anale.

In base alla gravità della situazione, le emorroidi (rectius, le patologie emorroidali) vengono definite,

  • di I grado, quelle caratterizzate da un aumento di volume e dall’assenza di prolasso,
  • di II grado, in cui si ha un prolasso iniziale, che avviene solitamente durante la defecazione e si riduce spontaneamente,
  • di III grado, quelle caratterizzate da un prolasso durante la defecazione che viene ridotto manualmente,
  • di IV grado, in cui si ha un prolasso permanente e non riducibile.

le sue cause

Non si conoscono ancora le cause effettive che provocano la malattia emorroidaria.

Sappiamo tuttavia che si tratta di una malattia multifattoriale e che vi concorrono numerosi elementi:

  • vascolari (aumento del flusso arterioso e diminuzione del drenaggio venoso),
  • meccanici (indebolimento del tessuto di sostegno del plesso emorroidario),
  • infiammatori (per il passaggio di materiale fecale),
  • Inoltre, sono presenti delle concause predisponenti, come la familiarità, la dieta (povera di acqua e fibre), la stitichezza o la diarrea, le abitudini di vita (la sedentarietà, lo stare per molto tempo in piedi, il fumare tabacco), alcuni sport (il ciclismo, l’equitazione e ilmotociclismo), il ciclo mestruale, la gravidanza ed il parto.

Le terapie della malattia emorroidaria

Qualora si sospetti di avere le emorroidi (intesa come malattia emorroidaria) è bene consultare il proprio medico curante (o direttamente un medico proctologo) che potrà valutarne il suo grado e, quindi la terapia più adeguata.

Questa infatti è in funzione della gravità delle emorroidi stesse:

  • se le emorroidi sono di terzo o quarto grado, si dovrà ricorrere a trattamenti a livello ambulatoriale o chirurgico;
  • in casi meno gravi e senza complicanze, si agisce, generalmente, sui sintomi che provocano il disturbo stesso con trattamenti locali per ridurre il dolore, il prurito, il gonfiore e l’infiammazione.

le creme

Ad ogni modo, un consistente aiuto nel trattamento delle emorroidi è dato dalle creme, in particolare le creme per emorroidi omeopatiche, che non richiedono la prescrizione medica e possono essere usate per tempi più lunghi.

Queste non agiscono sulle cause che provocano le emorroidi (non curano le emorroidi), ma agiscono sui sintomi, come il dolore, il prurito e il bruciore, per cui sono molto adatte nei casi meno gravi, ma sono utili anche nelle situazioni più complesse poiché donano sollievo e possono essere utilizzate come prodotto coadiuvante la terapia principale.

In commercio si trovano molte di queste pomate o creme per emorroidi, in questo articolo ne analizzeremo tre, quelle che ci sembrano più interessanti: la Preparazione H, Fitoroid e Avenoc.

La Preparazione H unguento, della Pfizer

La Preparazione H è una delle crema più «famose» per il trattamento delle emorroidi. Il suo uso è indicato sia per le emorroidi esterne sia per quelle interne senza complicanze.

La Preparazione H, prodotta dalla Pfizer Consumer Healthcare Ltd, si trova in commercio sottoforma di unguento in tubi da 25g o da 50g o in tubi monodose da 5g l’uno,  ed anche  sotto forma di supposte in confezioni da 6 e 12 unità.

Il principio attivo delle Preparazione H  è lo Saccharomyces Cerevisiae, un lievito che si ritrova nella fermentazione del pane, del vino e della birra, e che per questa ragione è anche conosciuto come “Lievito della birra”.

Il suo estratto velocizza il consumo di ossigeno da parte dei tessuti alterati, in questo modo riduce il turgore delle emorroidi e favorisce il ripristino e la cicatrizzazione dei tessuti danneggiati.

In questo modo ha effetti positivi sui classici sintomi, ed consente un minor tempo per la risoluzione della malattia.

La pomata deve essere applicata 2 o 3 volte al giorno, preferibilmente dopo ogni evacuazione, avendo cura di aver effettuato prima un’accurata igiene intima.

All’interno della confezione è presente un tappo dosatore particolarmente utile per le emorroidi interne: avvitarlo al tubo, spremere per riempire il dosatore, inserire nel retto e spremere nuovamente per applicare il prodotto.

La Preparazione H è controindicata in caso di allergia/ipersensibilità al principio attivo o ad uno dei suoi componenti (controllare attentamente il foglietto illustrativo).

Se non si apprezzano dei risultati dopo un breve periodo che si fa uso di questo prodotto, o se addirittura si avvertono dei peggioramenti o dei sanguinamenti maggiori, è opportuno contattare il proprio medico.

È possibile utilizzare la Preparazione H anche durante la gravidanza e l’allattamento, in quanto non sono segnalate controindicazioni dannose per il bambino.

L’uso prolungato di questa pomata può dare sensibilizzazione, ma -a parte questo- non sono stati registrati altri effetti collaterali o interazioni con altri farmaci.

Avenoc pomata, della Boiron

Avenoc è un’altra pomata omeopatica molto utilizzata. Anch’essa è indicata sia per il trattamento locale delle emorroidi esterne sia interne.

Avenoc è prodotta dalla casa farmaceutica Boiron in confezioni che contengono, un tubo di pomata da 30 g ed una cannula applicatole rettale, per trattare le emorroidi interne.

Questa pomata omeopatica è a base di Ficaria verna, Paenoia officianlis, Adrenalinum, Amyleini hydrochloridum.

Grazie alle proprietà di questi suoi componenti, Avenoc risulta essere un ottimo lenitivo per il dolore emorroidario, donando anche un rinfresco delicato alla zona dove viene applicato.

Inoltre promuove lo sviluppo di processi riparativi. Ha un effetto rapido riducendo/alleviando il dolore, il bruciore ed il senso di pesantezza (sintomi della patologia emorroidaria).

Avenoc viene commercializzato anche sotto forma di supposte.

NON bisogna usare questa pomata se si è allergici a uno dei suoi principi attivi, o a uno degli altri componenti (controllare il foglietto illustrativo).

Si consiglia di chiedere il parare del medico per il suo utilizzo nel caso si stia assumendo altri farmaci e nel caso si sia in stato di gravidanza o allattamento.

Poiché contiene Lanolina, Avenoc potrebbe provocare delle reazioni cutanee locali come dermatiti da contatto,

Eccetto questo, non sono registrati particolari effetti indesiderati o interazioni con farmaci.

Essendo molto tollerabile, questo trattamento può essere effettuato anche per lunghi periodi.

Per il suo uso esterno, occorre stendere una striscia di crema di 1,5 cm di lunghezza circa sulla zona interessata, 3-4 volte al giorno, possibilmente dopo aver defecato.

Per il suo uso interno (emorroide interne), bisogna effettuare un’applicazione ends-rettale.

Questa può essere fatta usando la cannula che si trova all’interno della confezione (si raccomanda di lavare accuratamente questo dispositivo dopo ogni suo utilizzo).

Neo Fitoroid BioPomata, della Aboca

Fitoroid è una pomata antiemorroidaria prodotta dall’italiana Aboca.

Si tratta di un prodotto a base di componenti naturali, indicato per dar sollievo durante episodi di emorroidi esterne ed interne (nella confezione è presente anche l’applicatore rettale).

Gli effetti del Fitoroid sono dati dal principio attivo, Helydol, che deriva dall’Elicriso, a questo si aggiungono anche Aloe, Rusco, oli vegetali ed essenziali.

L’insieme di questi estratti crea uno strato protettivo lungo la mucosa anale (effetto mucoadesivo) che la difende dal contatto con gli agenti irritanti e dai microurti del transito fecale (effetto lubrificante) e, infine, la protegge dai radicali liberi (effetto antiossidante).

Attraverso questi effetti Fitoroid allevia i sintomi della patologia emorroidaria, il dolore, il prurito ed il bruciore e, al tempo stesso protegge la mucosa anale.

Per l’uso esterno stendere una quantità di pomata sufficiente sulla zona interessata e massaggiarla delicatamente.

Per le emorroidi interne bisogna avvitare al tubo di pomata l’applicatole endorettale, ed applicarla tramite quello.

In entrambi i casi, è preferibile applicare Fitoroid dopo l’evacuazione ed dopo un’accurata igiene intima. Si può applicare più volte al giorno anche per lunghi periodi.

Fitoroid NON deve essere usato in caso di allergia a uno dei principi attivi o a uno dei componenti (controllare il foglietto illustrativo).

Se i sintomi dovessero persistere, è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante.

Da tener presente che…

E’ da tener presente che queste creme sono adatte per patologie emorroidarie non gravi e prive di complicanze, in quanto riducono i sintomi della patologia, ma non risolvono il problema.

Per questo motivo vengono descritti come dei “creme coadiuvanti” , in quanto sono utili e aiutano nel trattamento della malattia emorroidaria (alleviando i sintomi, il paziente sta meglio), ma in casi più complessi non sono sufficienti e devono essere associate a terapie farmacologiche o altro che, invece, agiscono sulle cause effettive.

Riferimenti bibliografici

[1] https://medlineplus.gov/hemorrhoids.html

Questo articolo, scritto per Segreti del benessere da , è stato pubblicato su questo sito il ed aggiornato il Ago 23, 2018.
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