Curcuma, benefici

La curcuma –  detta anche curcuma longa  o zafferano delle Indie – è una pianta erbacea che,  fin da 2000 anni prima di Cristo viene utilizzata in Asia, in India in particolare, per sue proprietà mediche e curative. Come già probabilmente saprai, nella cucina di questi paesi, la curcuma viene utilizzata anche come spezia. Poi serve anche come colorante:conferisce a cibi e tessuti una tipica colorazione gialla. Il componente biologicamente attivo della curcuma più importante, è la curcumina, dalla quale  dipende appunto il suo caratteristico colore giallastro.

curcuma benefici

Numerosi sono gli studi e le ricerche che hanno avuto ad oggetto la curcuma a livello accademico. La maggioranza di loro, ha confermato gran parte dei benefici che la medicina asiatica tradizionale, quella ayurvedica in primis, attribuiscono a questa pianta, in particolare ai suoi tre principi attivi: la curcumina (diferuloilmetano), la demetossicurcumina e la bisdemetossicurcumina. Alcuni di questi studi, hanno evidenziato che l’attività antiossidante dei curcuminoidi  è imputabile ai gruppi fenolici con ossidrili (-OH) e, in particolare, alla tautomeria cheto-enolica dei curcuminoidi simmetrici. [1]

Mi sono informato, ed ho approfondito gli studi e le ricerche fatti sulla curcuma. Di seguito ti elenco, senza  entrare in troppi tecnicismi, tutti i principali benefici per la salute, che vengono associati a questa pianta. Se hai due minuti di tempo per seguirmi,ti prometto che con parole semplici ti convincerò di quanto meravigliosa sia questa pianta. Se poi vorrai approfondire ulteriormente  l’argomento, in calce ad ogni paragrafo, troverai le fonti a cui ho attinto.

La curcuma migliora l’umore

Uno studio in doppio cieco (studio scientifico in cui, alcuni dei soggetti coinvolti non  sono informati circa alcuni fatti che potrebbero poi falsare i risultati)  pubblicato sul Journal of Affective Disorders ha dimostrato chiaramente che la curcuma ha un’effetto positivo sull’umore. Ti chiederai come questi scienziati  siano arrivati a questa conclusione, ed in che misura questo effetto positivo sia valido.  Bene, lo studio in questione prevedeva la somministrazione quotidiana di curcumina solamente ad una metà del gruppo di volontari esaminati, mentre alla seconda metà veniva invece somministrato un placebo.  Per prima cosa, ai volontari era stato fatto un test psicologico e, quindi, aveva avuto inizio l’esperimento vero e proprio. Dopo otto settimane di somministrazione di curcumina ad alcuni soggetti, e di placebo ad altri, ai tutti volontari fu chiesto di compilare un questionario per verificare i loro livelli di ansia e di depressione. Ebbene, in media, le persone che avevano effettivamente assunto dosi di curcuma, avevano mostrato un miglioramento dell’umore, rispetto a quelle che avevano ricevuto del placebo. [2]

La curcuma giova a velocizzare la guarigione delle ferite

Uno studio, datato 2014 e pubblicato su Life Sciences , ha verificato che la curcuma (o meglio, la curcumina) ha delle proprietà che accellerano il processo di guarigione delle ferite. In altre parole, la curcuma contribuisce a ridurre il disarrossamento, il gonfiore ed a favorire l’ossidazione. [3]

La curcuma lenisce i tessuti irritati

E’ stato dimostrato da diversi studi, che la curcuma è in grado trattare le irritazioni dei tessuti. Il turmerone aromatico, presente nella curcuma, è perfetto contro i disturbi dermatologici, e sua presenza in questa spezia ne fa un antimicotico ideale per trattare. Uno studio del  2007  ha messo in evidenza l’effetto calmante della curcuma.  Si tratta di un’effetto che probabilmente viene esercitato attraverso la capacità di questa pianta di inibire enzimi infiammatori, tra i quali i cicloossigenasi-2 (COX-2), i lipossigenasi (LOX) e l’ossido nitrico sintasi (NOS), tra gli altri. Questi enzimi sono particolarmente importanti nella gestione dei processi infiammatori da parte del corpo; un processo che, se mal regolato può eventualmente portare a malattie. [4]

Dà sollievo a chi soffre di dolori articolari

Secondo uno studio clinico randomizzato  (si tratta di un metodo in cui viene somministrato   – in modo casuale (random) – ai soggetti del gruppo coinvolto nella ricerca, lo specifico trattamento su cui si focalizza lo studio, oppure – sempre in modo causale – un placebo), studio che è stato pubblicato nel 2012 sulla rivista Fitoterapia, la curcumina sarebbe un’alternativa naturale e sicura ed efficace alla terapia farmacologica utilizzata per il trattamento dell’artrite reumatoide. [7]

Aiuta l’organismo a regolare i livelli di colesterolo

La capacità di curcuma di essere d’aiuto al corpo per regolare i livelli di colesterolo, è stata ipotizzata e studiata sin dagli anni ’90. Un paio di studi sull’argomento hanno rilevato nei pazienti trattati con la curcuma, un’impressionante riduzione dei profili lipidici e dei marcatori di colesterolo. Uno studio clinico randomizzato in doppio cieco del 2011 (pubblicato nel sulla rivista Fitoterapia) si era proposto di analizzare gli effetti della curcuma sui livelli di colesterolo e di trigliceridi: alcuni partecipanti erano stati trattati con basse dosi di curcuma (di curcumina), -alcuni altri con alte dosi di curcuma, -altri ancora senza curcuma, ma con una vitamina (placebo). Dopo appena sette giorni, i risultati  avevano mostrato che il gruppo trattato con una bassa dose di curcuma, aveva livelli di colesterolo sierico più bassi del 17%, ed i trigliceridi  si erano ridotti drasticamente (- 47%). Un’altro studio, simile ma successivo, condotto sempre nell’arco di sette giorni, aveva rilevato che i partecipanti trattati con curcuma (curcumina) avevano fatto registrare un calo del colesterolo sierico del 12%; una riduzione dei perossidi lipidici del 33%; ed un’aumento del colesterolo HDL (il «colesterolo buono») di un’impressionante 29%. La cosa ancora più importante, è  che tutti questi studi hanno dimostrato l’assoluta sicurezza della curcuma, ed un bassissimo suo rischio di effetti collaterali. [89]

Rallenta e previene il diabete di tipo 2

Secondo uno studio clinico, eseguito su 240 persone nel 2012,  la curcuma sembrerebbe in grado di prevenire o almeno di rallentare, lo sviluppo del diabete mellito di tipo 2, nelle persone che sono più a rischio.  «Un estratto di curcuma potrebbe essere usato come terapia nella popolazione prediabetica», aveva precisato il direttore dello studio, il professor Somlak Chuengsamarn della Srinakharinwirot University. Lo studio in questione  era stato fatto su due gruppi di persone: ad un primo gruppo erano stati somministrati 250 milligrammi di curcuma al giorno per nove mesi, ed un secondo gruppo  era stato  somministrato un placebo: al termine dell’esperimento, i volontari che avevano consumato la spezia, non avevano nessun  problema. Secondo i ricercatori, la ragione di questi risultati va ricercata nella proprietà antinfiammatorie dei curcuminoidi, i quali agiscono sulle β-cellule rilasciando l’insulina, l’ormone che regola la produzione di zucchero nel sangue. [5, 6]

Curcuma ed ulcera gastrica

La curcuma ha un’azione protettiva nei confronti dell’ulcera peptica, gastrica e duodenale, derivata dall’assunzione di farmaci. i I disturbi a livello gastrico, che spesso sono causati anche da un batterio (presente nel 90% delle ulcere duodenali e nelle gastrite) – l’Helocobacter pilori -, vengono contrastati dalla curcuma in via preventiva, nella fase di formazione ulcerosa introducendo un significativo incremento del muco. L’aggiunta di pepe nero alla curcuma assunta, anche solo del 3%  del peso della curcuma, determina un notevole potenziamento degli effetti della stessa curcuma.[10]

Integratori a base di curcuma, qualità e dosi

Qualità. Sul mercato è possibile trovare molti integratori curcuma: alcuni migliori di altri. A questo riguardo, come minimo devi assicurati di acquistare solo prodotti biologici da aziende “rispettabili”. Ciò perché, essendo la curcuma una spezia molto diffusa e popolare,  non mancano affatto degli imbonitori che vendono della curcuma-spazzatura di bassa qualità, prodotta in condizioni ambientali “discutibili”.

Dosi. Le modalità di utilizzo, ed i dosaggi degli integratori a base di curcuma sono diversi. Dipendono soprattutto dagli scopi per cui la curcuma viene utilizzata. Perciò, indicativamente:

  • a scopi salutistici, 2 cucchiaini al giorno da usare come condimento negli alimenti che si consumano quotidianamente;
  • a scopi medicinali, 1000 mg al giorno di estratto secco titolato di curcumina (come l’ottimo Biocurcumax, un concentrato di curcumina titolato al 95%), da suddividersi in due/tre volte, lontano dai pasti (per aumentarne l’effetto), possibilmente in combinazione con il pepe nero, lo zenzero o l’olio di oliva.

Ricordati che, comunque,  tutti gli integratori, anche quelli a base di curcuma, non sostituiscono una dieta variata ed equilibrata ed uno stile di vita sano.

Riferimenti bibliografici

[1]Curcuminoidi (2005). . In Wikipedia. Tratto da https://it.wikipedia.org/wiki/Curcuminoidi

[2] Lopresti, A., Maes, M., Maker, G., Hood, S., & Drummond, P. (2014). Curcumin for the treatment of major depression: A randomised, double-blind, placebo controlled study. Journal of affective disorders., 167, 368–75. Tratto da http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25046624

[3] Akbik, D., Ghadiri, M., Chrzanowski, W., & Rohanizadeh, R. (2014). Curcumin as a wound healing agent. Life Sciences, 116(1), 1–7. doi:10.1016/j.lfs.2014.08.016

[4] Menon, V., & Sudheer, A. (2007). Antioxidant and anti-inflammatory properties of curcumin. Advances in experimental medicine and biology., 595, 105–25. Tratto da http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17569207

[5] Chuengsamarn, S., Rattanamongkolgul, S., Luechapudiporn, R., Phisalaphong, C., Jirawatnotai, S., & somlukc (2012). Curcumin extract for prevention of type 2 diabetes. Original Research. doi:10.2337/dc12-0116

[6] Curry compound may curb diabetes risk: Study. (2012, July 30). Tratto da http://www.health.am/db/more/curry-compound-may-curb-diabetes-risk/

[7] Chandran, B., & Goel, A. (2012). A randomized, pilot study to assess the efficacy and safety of curcumin in patients with active rheumatoid arthritis. Phytotherapy research : PTR., 26(11), 1719–25. Tratto da http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22407780

[8] Wang, & Yixiao, M. (2012). Spice up your Lipids: The effects of Curcumin on Lipids in humans. Nutrition Bytes, 16(1), . Tratto da https://escholarship.org/uc/item/5cb0m7t4#page-2

[9] Soni, K., & Kuttan, R. (1992). Effect of oral curcumin administration on serum peroxides and cholesterol levels in human volunteers. Indian journal of physiology and pharmacology., 36(4), 273–5. Tratto da  http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1291482

[10] Tratto il 16 november 2016 da http://www.laltramedicina.it/nutrizione-naturale/186-il-potere-antinfiammatorio-della-curcuma.html

Foto di copertina: flickr/saltybean 

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