Cura dell’ipotiroidismo: una ricerca americana mette in discussione le attuali linee guida

L'ipotiroidismo é una disfunzione della tiroide che causa un'insufficiente azione degli ormoni tiroidei.
Cura dell'ipotiroidismo

Uno studio americano evidenzia chei pazienti trattati con levotiroxina per replicare una funzione tiroidea adeguata abbiano lievelli di colesterolo più alti degli individui sani. “Dobbiamo rivalutare le linee guida sullo standard di cura per l’ipotiroidismo”, ha affermato la dott.sa McAninch, la ricercatrice a capo dello studio. ???? human.biodigital.com

In caso di accertato ipotiroidismo è assolutamente raccomandabile iniziare un immediato percorso terapeutico. D’altra parte, se questa patologia é solo presunta, è consigliabile richiedere un consulto medico, per evitare che i sintomi peggiorino eventualmente col tempo. Dopo tutto l’ipotiroidismo, rispetto all’ipertiroidismo, è notoriamente assai più semplice da controllare con l’ausilio dei farmaci.

Ma cosa accadrebbe se venissimo a scoprire che i trattamenti standard per curare l’ipotiroidismo fossero insufficienti per controllare tutti gli aspetti legati a questa condizione?

Questa è la domanda provocatoria da cui è nata – presso la Rush University di Chicago (USA) – una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati qualche giorno fa su The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.

Un’equipe di ricercatori, capitanata da Elizabeth McAninch, MD, professore presso la Divisione di Endocrinologia e Metabolismo, aveva rilevato che quei pazienti con ipotiroidismo che erano stati trattati con dosi appropriate di levotiroxina (LT4) – una versione sintetica dell’ormone tiroideo umano – tendevano ad avere dei livelli di colesterolo nel sangue mediamente più alti dei soggetti sani (ovvero di quelli del gruppo controllo).

Questo studio si era configurato come una meta-analisi di 99 studi precedenti.

I risultati hanno mostrato l’esistenza di una differenza statisticamente significativa, sia nei livelli di colesterolo totale (TC), sia di lipoproteina sierica a bassa densità (LDL), il cosiddetto “colesterolo cattivo”, che aumenta il rischio di malattie cardiache.

La dott.sa McAninch ha affermato in proposito che “dobbiamo rivalutare le linee guida sullo standard di cura per l’ipotiroidismo”. Infatti “è ben noto che l’ipotiroidismo non trattato causa un aumento del livello di colesterolo. Ma i risultati di questo studio evidenziano come anche i pazienti trattati con levotiroxina -per replicare una funzione tiroidea adeguata- abbiano livelli di colesterolo più alti degli individui sani”.

Precedenti studi fatti in laboratorio su dei topi, erano giunti ad un risultato simile: “i risultati a cui siamo giunti sono coerenti con quelli ottenuti sulle cavie animali”, sostengono i ricercatori americani.

Lo sudio in questione si è focalizzato esattamente sugli ormoni tiroidei e, oltre al colesterolo, ha valutato altri indicatori di ipotiroidismo, ma a causa della diversità degli studi presi in considerazione nella meta analisi, non è stato in grado di trarre conclusioni sugli altri marcatori.

Tutti gli studi che misuravano le capacità cognitive facevano uso, ad esempio, di diversi tipi di test cognitivi, ed è stato perciò difficile confrontarli in modo sistematico.

Al di là dei risultati di questo studio, le lamentele ed i feedback raccolti tra i pazienti con ipotiroidismo e trattati con la levotiroxina, paiono indicare che i farmaci “potrebbero non svolgere il lavoro completo”, sostengono i ricercatori. Circa un quinto dei pazienti ipotiroidei lamenta dei sintomi persistenti come un affaticamento, un aumento di peso ed una depressione, anche con la terapia con LT4.

“Forse i loro reclami soggettivi sono il segnale che il farmaco potrebbe non svolgere appieno il lavoro di una ghiandola tiroide normalmente funzionante. Sulla base dei feeback dei pazienti dovremmo realizzare ulteriori ricerche per capire meglio cosa sta accadento”, ha dichiarato la stessa Elizabeth McAninch.

“Studi multipli hanno scoperto che più pazienti ipotiroidei usano sulle statine (per controllare il colesterolo alto) e antidepressivi” rispetto alle persone con una sana funzione tiroidea. Questa correlazione suggerisce inoltre che il trattamento con l’LT4 potrebbe non essere adeguato per queste persone.

Per quanto attiene al colesterolo elevato, la domanda importante è secondo la McAninch: quali sono le implicazioni a lungo termine per la salute di quella persona? Se un paziente soffre di ipotiroidismo sin da ragazzo/a, anche un livello di colesterolo solo di poco più alto della norma potrebbe, negli anni, avere grossi effetti sulla sua salute.

I ricercatori della Rush University sono arrivati a queste conclusioni dopo aver analizzato migliaia di studi. Per questa meta-analisi, il team della McAninch era partito prendendo in esame ben 18.000 studi sull’ipotiroidismo, per poi scartane per un motivo o per l’altro la maggior parte, ed effettuare l’analisi solo su 99 di essi. Questa scrematura è stata fatta, ad esempio, perché alcuni studi erano stati condotti su animali e non su esseri umani, mentre altri includevano anche delle donne in gravidanza, o dei pazienti con un ipotiroidismo non abbastanza grave da richiedere un trattamento.

A priciscindere dall’enorme lavoro fatto dall’equipe della McAninch, per trarre delle conclusioni definitive riguardo alle attuali linee guida per il trattamento del ipotiroidisimo, sicuramente sono necessari altri elementi ed altri studi indipendenti. Nel frattempo, alle persone affette da questo disturbo non resta che seguire le indicazioni fornite dal personale sanitario, e cercare di ovviare eventuali carenze dei trattamenti attuali mantenendo un buon standard di vita, e curando la qualità della propria alimentazione.

Riferimenti bibliograrifici

https://www.rush.edu/news/press-releases/standard-hypothyroidism-treatment-falling-short