Fungo ganoderma: tipologie e modalità d’uso

Il fungo ganoderma lucidum è uno degli organismi, che le medicine tradizionali dell’estremo oriente, considerano tra quelli più benefici per l’uomo. In Giappone, in Cina e in Corea, il ganoderma lucidum -rispettivamente chiamato Ling Zhi, Reishi e Ling Chih – tradizionalmente  è considerato  come il fungo che cura tutti i mali.

fungo ganoderma lucidum

Gli vengono associate proprietà antitumorali,  effetti benefici contro l’ipertensione, proprietà antidiabetiche, benefici contro ansia, stanchezza, asma, psoriasi, sterilità, epilessia, ulcere, epatite, e via dicendo. Ovviamente una cosa è ciò che si pensa, un’altra cosa sono i fatti.

Ogni volta che ci troviamo di fronte ad affermazioni troppo entusiaste, è possibile che queste non corrispondano alla realtà o, per lo meno non del tutto. Quindi, come al solito, è sempre importante informarsi al riguardo mantenendo un occhio critico e, comunque, sempre facendo riferimento solo ed esclusivamente al proprio medico, prima di intraprendere un qualsiasi trattamento a base di farmaci o a base di determinati integratori alimentari. Fate queste necessarie premesse, di seguito faccio una breve carrellata – corredata di fatti e di fonti – sul fungo ganoderma lucidum, sulla sua storia, sulle modalità d’uso.

Tipi di funghi del genere ganoderma

Il ganoderma è un genere di funghi. Il ganoderma lucidum  (lucidum, in latino, significa lucido, brillante, quasi laccato) è una delle tante specie del genere ganoderma. In molti lo considerano uno dei funghi più belli in natura, proprio in virtù del suo aspetto lucido e della presenza di pori, anziché di branchie nella parte inferiore del corpo fruttifero. La parte superiore, che nel fungo maturo è rossa, ha delle sfumature bianche nel primo periodo di crescita dell’organismo. A differenza di un un altra specie di ganoderma, il tsugae ganoderma, che è molto simile, il ganoderma lucidum cresce in climi caldi e sui tronchi di legno duro. Senza entrare troppo nei dettagli scientifici, diciamo che esistono anche altri tipi di ganoderma: il canoderma curtisii (dal colore giallo brillante) il ganoderma oregonense, solo per citarne alcuni. Quello che differenzia i vari funghi di questa specie, sono i differenti legni che li ospitano (su cui crescono). Uno studio datato 1995 (Moncalvo, Wang) ha dimostrato che a livello di DNA il tsugae ganoderma e il ganoderma lucidum erano quasi indistinguibili. Negli anni successivi, ci sono stati ulteriori studi sulle affinità e sulle differenza di queste specie, ma attualmente pare che siano necessarie ulteriori ricerche per approfondire la conoscenza della struttura molecolare di queste specie.

Quando detto sopra, ci fa capire quanta complessità ci sia in natura e quanto sia importante avere delle corrette informazioni, da un lato per riconoscere chi sono i ciarlatani che vogliono stupire parlando delle miracolose proprietà del fungo ganoderma, dall’altro lato per renderci conto che ancorché (in questo caso) la ricerca scientifica abbia dimostrato l’esistenza di alcune proprietà, è ancora lontana dal aver sciolto ogni ragionevole dubbio riguardante i benefici di questi funghi.

Prima di voltare pagina e di parlare delle modalità d’uso e d’assunzione del gandoderma lucidum, ti informo che oggi è raro trovare questi funghi in natura, sia in Giappone, che in Cina ed Corea e che, conseguentemente (per essere poi usati negli integratori) devono essere coltivati dall’uomo. La coltivazione avviene sia su dei tronchi naturali, che su dei tronchi artificiali realizzati in segatura di legno. Ma ora lasciamo stare questo argomento,  e parliamo invece degli utilizzi e delle proprietà del ganoderma lucidum.

Modalità d’impiego

Il ganoderma lucidum è un fungo legnoso. Quindi, non può essere mangiato come facciamo come quando mangiamo i funghi morbidi, ma invece va utilizzato diversamente.

In passato, il fungo ganoderma lucidum prima veniva essicato, poi tagliato a fette e bollito in acqua calda, e -per meglio poter introdurre nell’organismo i suoi principi attivi – veniva assunto come un tè o come una zuppa.

Oggi può essere acquistato sul mercato sotto forma di capsule, di olio o come preparato per fare delle tisane.

Capsule di gannoderma.Benché non sia un farmaco, è preferibile utilizzare un’integratore alimentare a base di ganoderma sotto forma di capsule. Perché solo in questo modo possiamo sapere esattamente quanto ne stiamo assumendo.

Tisane di ganoderma. Come puoi  ben capire, non è la stessa cosa invece se fai uso di tisane : è difficile stabilire quanto ne prendi.

Polvere di ganoderma. Va bene invece la polvere di ganoderma, a patto che tu possa pesarla.

Combinazioni con altri prodotti Anche se i funghi medicinali, di norma  integrano i reciproci effetti positivi (ovvero creano delle sinergie), suggeriamo di orientarsi verso prodotti 100% a base di reishi e non verso combinazioni di reishi con altri funghi o piante. Nel caso si voless invece farne un’uso combinato, è preferibile assumere singole capsule in relazione a tutti i tipi di fughi: in questo modo sarà più facile controllare le quantità di ogni singolo fondo ( o pianta).

Modalità d’assunzione e dosaggi

Durata. Per valutare adeguatamente i benefici apportati all’organismo dagli integratori a base di ganoderma, occorre attendere almeno 10/15 giorni e poi occorre non interromperne l’assunzione per 2 mesi. Solitamente l’effetto più completo si ha nell’arco di due mesi dalla prima somministrazione. Solitamente gli effetti benefici di una cura efficace durano dai 3 ai 6 mesi, a seconda del disturbo che si intende trattare.

Dosaggi.Per quanto riguarda i dosaggi, questi dipendono da diversi fattori. Generalmente vengono raccomandati diversi dosaggi in relazione ai diversi scopi per cui  vengono assunti:

  • come prevenzione: 1-2 grammi di estratto puro di fungo ganoderma;
  •  come trattamento standard: 2-3 grammi di estratto puro di fungo ganoderma;

Essendo il fungo ganoderma praticamente privo di effetti collaterali, qualora si volessero ottenere risultati più rapidi e marcati, possono essere ragionevoli anche dei dosaggi superiori (5 grammi/giorno, ad esempio).

riferimenti bibliografici

[1] Moncalvo J. M, Wang H. F, Wang H. H, Hseu R. S. The use of rDNA nucleotide sequence data for species identification and phylogeny in the Ganodermataceae. In: Ganoderma: Systematics. Phytopathology and Pharmacology. Taipei: Department of Agricultural Chemistry, National Taiwan University; 1995.

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