Il microbiota intestinale

Il microbiota intestinale gioca un ruolo importante nel nostro organismo. In questo articolo scopriamo come funziona.

✔ Articolo revisionato scientificamente da Elena Boero, MSc, BSc, PhD fellow il 19/9/2018
microbiota e intestino umano
www.medicalnewstoday.comIl microbiota intestinale è costituito da miliardi di microrganismi, le cui molteplici attività metaboliche influenzano lo stato di salute dell’individuo.
Introduzione

Introduzione

Il termine microbiota indica la totalità dei microrganismi che vivono in un determinato organismo.

Il termine microbioma indica l’insieme del patrimonio genetico del microbiota, cioè l’insieme microrganismi che popolano un determinato ambiente (l’essere umano, il tratto intestinale….).

Il microbiota umano è l’insieme di microorganismi che convivono nell’organismo umano. E’ costituito da miliardi di microrganismi, inclusi i batteri, i virus i funghi distribuiti sopratutto nel tratto intestinale

Le popolazioni più numerose risiedono nell’intestino, ma altri habitat comprendono la pelle e i genitali.

Il microbiota intestinale è costituito dalla popolazione di microbi che vive nel nostro intestino.

Le cellule microbiche e il loro materiale genetico, il microbioma, convivono con l’uomo fin dalla nascita e questa relazione è di vitale importanza per il mantenimento della nostra salute.

I microrganismi che vivono all’interno del tratto gastrointestinale ammontano a circa 2 chili.

Ogni individuo è portatore di un mix unico di specie. Il microbiota è inoltre molto importante per la nutrizione, l’immunità, ed ha persino degli effetti sul cervello e sul comportamento.

È implicato in un numero di malattie che causano un disturbo del normale equilibrio dei microbi. (1)

Il microbiota intestinale

Il microbiota intestinale

Il microbiota intestinale (in precedenza chiamato flora intestinale) è il nome “ufficiale” che viene dato oggi alla popolazione di microbi che vive nel nostro intestino.

Il nostro microbiota intestinale contiene decine di migliaia di miliardi di microrganismi, tra cui almeno 1000 diverse specie di batteri noti, con oltre 3 milioni di geni (150 volte più dei geni umani).

Il microbiota, come abbiamo detto, può pesare in totale fino a 2 kg.

Un terzo del nostro microbiota intestinale è comune alla maggior parte delle persone, mentre due terzi sono specifici per ognuno di noi.

In altre parole, il microbiota è come una carta d’identità individuale.

Come dice il nome, il microbiota intestinale è ospitato nell’intestino, una delle aree principali del nostro corpo che viene a contatto con l’ambiente esterno (altri esempi sono dati dalla pelle e dai polmoni).

Le funzioni del microbiota intestinale

Perché è importante il microbioata intestinale

Nonostante ognuno di noi presenti un microbiota unico questo, in ogni persona, mantiene sempre le stesse funzioni fisiologiche, con un impatto diretto sulla salute di ciascuno.

Alcune sue funzioni sono quelle:

  • di aiutare il corpo a digerire certi cibi che lo stomaco e l’intestino tenue non sono stati progettati per digerire.
  • di coadiuvare la produzione di alcune vitamine (B e K).
  • di aiutare a combattere le aggressioni da parte di altri microrganismi, mantenendo l’integrità della mucosa intestinale.
  • di svolgere un ruolo importante nel sistema immunitario, producendo un effetto barriera.

Tenendo conto del ruolo principale che il microbiota intestinale svolge nel normale funzionamento del corpo e le diverse funzioni che assolve, gli esperti lo considerano un “organo”: tuttavia è un “organo acquisito”, poiché i bambini nascono sterili.

  • Inizia alla nascita infatti lo sviluppo del microbiota intestinale.
  • Il tratto digestivo del neonato viene rapidamente colonizzato da microrganismi della madre (vaginali, fecali, della pelle, del seno, ecc.), e da quelli dell’ambiente in cui avviene il parto, l’aria, ecc.
  • Dal terzo giorno in poi invece, la composizione della flora intestinale dipende direttamente da come viene alimentato il bambino: il microbiota intestinale dei bambini allattati al seno, ad esempio, è principalmente dominato dai bifidobatteri, rispetto ai bambini nutriti con alimenti per lattanti.

Gli scienziati ritengono che dall’età di 3 anni, il microbiota diventi stabile e simile a quello degli adulti, continuando poi la sua evoluzione ad un tasso più regolare per tutta la vita. (13)

La composizione del microbiota

Come si va evolvendo nel tempo la composizione del microbiota umano

La composizione del nostro microbiota si evolve nel corso di tutta la nostra vita, dalla nascita alla vecchiaia, ed è il risultato di diverse influenze ambientali.

L’equilibrio intestinale del microbiota può essere influenzato durante il processo di invecchiamento e, di conseguenza, gli anziani hanno un microbiota sostanzialmente diverso rispetto alle persone più giovani.

Mentre la composizione generale del microbiota intestinale si ritrova nella maggior parte delle persone sane, la composizione a livello della specie è altamente personalizzata e, in gran parte, è determinata dal nostro ambiente e dalla nostra dieta.

La composizione del microbiota intestinale può adattarsi temporaneamente o permanentemente anche a determinati alimenti.

I giapponesi, ad esempio, possono digerire le alghe (che sono parte della loro dieta quotidiana) grazie a specifici enzimi che il loro microbiota ha acquisito dai batteri marini.

Sebbene possa adattarsi al cambiamento, in alcune situazioni specifiche può insorgere una perdita di equilibrio del microbiota intestinale (la disbiosi che appunto è costituita da uno squilibrio della flora batterica).

La disbiosi può essere collegata a dei problemi di salute come disturbi funzionali dell’intestino, malattie infiammatorie intestinali, allergie, obesità e diabete. (13)

Effetti benefici di prebiotici e probiotici sul microbiota

Gli effetti benefici dei prebiotici e dei probiotici

Molti studi hanno dimostrato gli effetti benefici sul nostro microbiota intestinale dei prebiotici (sostanze organiche non digeribili) e dei probiotici (organismi vivi che hanno effetti benefici per la salute).

Il cibo che mangiamo svolge infatti un ruolo essenziale nel mantenimento della diversità e del corretto funzionamento del nostro microbiota intestinale.

Quando si parla di microbiota intestinale, si potrebbe dire che “noi siamo ciò che mangiamo”, poiché di ciò che consumiamo si nutrono anche le centinaia di migliaia di miliardi di batteri che vivono nel nostro sistema digestivo, per questo motivo una dieta varia ed equilibrata è essenziale.

Prebiotici e probiotici sono due degli elementi più studiati nel campo del microbiota intestinale.

Entrambi hanno effetti benefici per il microbiota intestinale, influendo su varie funzioni del corpo come la condizione digestiva. Per questo motivo, gli specialisti sottolineano l’importanza di includerli entrambi nella nostra dieta, al fine di promuovere un microbiota sano.

I prebiotici

i prebiotici

Il concetto di prebiotici, inizialmente (nel 1995) è stato introdotto da Gibson e Roberfroid. (5)

Vengono definiti come degli ingredienti indigesti nel cibo che promuovono selettivamente la crescita e l’attività di un numero limitato di specie batteriche autoctone e conferiscono quindi un vantaggio per l’ospite.

I prebiotici li si possono trovare naturalmente nel cibo o aggiunti (prodotti funzionali). (7)

I prebiotici sono naturalmente presenti in particolare,

  • nella frutta e nella verdura (ad esempio, aglio, cipolle, porri, asparagi, carciofi, pomodori, banane, prugne e mele);
  • nel grano e nei cereali, (nella crusca, ad esempio)
  • nei semi (mandorle).

Per questo motivo, verdure, frutta e cereali dovrebbero essere parte di una dieta equilibrata e sana.

Come in molti altri campi, l’equilibrio e la varietà sono essenziali quando si mangiano cibi prebiotici. Sebbene una dieta ricca di fibre faccia bene ai batteri intestinali, l’eccesso di fibre può causare disagio o gonfiore addominale in alcune persone. (2)

I probiotici

i probiotici

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce i probiotici come microrganismi vivi che, se somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio all’ospite. (6)

Molti probiotici sono costituiti da batteri tradizionalmente utilizzati per la fermentazione degli alimenti.

Ad oggi sono stati eseguiti numerosi studi clinici pertinenti con probiotici e i probiotici. Alcune di queste specie batteriche possono anche essere ritrovate in una gamma di alimenti (come lo yogurt e il latte fermentato) o d’integratori. (10, 3, 4)

Durante il loro cammino nell’apparato digerente questi microrganismi resistono parzialmente al processo di digestione. (8)

I più comuni appartengono a due generi, il lactobacillus e il bifidobacterium, ma anche altri microrganismi tra cui enterococcus e streptococcus, tra gli altri, sono stati studiati ampiamente.

gli effetti benefici dei probiotici nel trattamento e nella prevenzione di comuni disturbi

Si ritiene che questi benefici derivino dalla capacità dei probiotici di ripristinare l’equilibrio naturale dei batteri intestinali. (14)

Uno squilibrio significa che ci sono troppi batteri cattivi e batteri non abbastanza buoni. Può accadere a causa di malattie, di farmaci come gli antibiotici, di una cattiva alimentazione ed altro.

Le conseguenze possono includere problemi digestivi, allergie, problemi di salute mentale, obesità e altro. (15)

Una revisione di 15 studi condotti su pazienti col bifidobacterium ed il lactobacillus per 1-2 mesi può migliorare l’ansia, la depressione, l’autismo, il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) e la memoria (22).

I probiotici possono anche aiutare a bilanciare il microbiota intestinale quando è stato influenzato da una cattiva alimentazione, da infezioni, da dei trattamenti antibiotici o da altri fattori esterni come lo stress. (9)

I probiotici sono ampiamente noti per la loro capacità di prevenire la diarrea o  per ridurre la sua gravità.

La diarrea è un effetto collaterale comune dell’assunzione di antibiotici. Si verifica perché gli antibiotici possono influire negativamente sull’equilibrio dei batteri buoni e cattivi nell’intestino. (16)

Diversi studi suggeriscono che l’uso di probiotici sia associato ad un ridotto rischio di diarrea associata agli antibiotici (17, 18, 19).

In occasione di uno studio, i ricercatori hanno scoperto che l’assunzione di probiotici riduceva la diarrea associata agli antibiotici del 42%. (20)

I probiotici possono anche aiutare con altre forme di diarrea non associate ad antibiotici.

Un’ampia revisione di 35 diversi studi, ha rilevato che alcuni ceppi di probiotici possono ridurre la durata della diarrea infettiva in media di 25 ore. (21)

Alcuni ceppi probiotici possono ridurre la gravità dell’eczema nei bambini e nei neonati.

Uno studio ha rilevato che i sintomi dell’eczema erano migliorati nei lattanti alimentati con latte probiotico, rispetto ai lattanti alimentati con latte senza probiotici. (23)

Alcuni probiotici possono anche ridurre le risposte infiammatorie nelle persone con allergie al latte o ai latticini: tuttavia, ad ora le prove sono deboli e sono necessari ulteriori studi. (24)

gli effetti benefici dell’integrazione probiotica negli adulti sani

Gli integratori probiotici hanno un impatto positivo su diversi aspetti della nostra salute. Tuttavia, come abbiamo anche visto sopra, la maggior parte degli studi pubblicati si è concentrata su popolazioni con specifiche patologie di salute.

Un recente studio australiano ha preso in esame la letteratura attuale (letteratura pertinente pubblicata tra il 1990 e l’agosto 2017) circa gli effetti sulla salute del consumo probiotico negli “adulti sani” arrivando ad alcune interessanti conclusioni. (12)

I risultati di questa revisione suggeriscono che un’integrazione probiotica negli adulti sani può portare ad un miglioramento transitorio della concentrazione di microbiota intestinale di batteri specifici degli integratori.

L’evidenza supporta anche il ruolo dei probiotici nel migliorare, le risposte del sistema immunitario, la consistenza delle feci, il movimento intestinale e la concentrazione di lattobacilli vaginali.

Non vi sono incece prove sufficienti a sostegno del ruolo dei probiotici per migliorare il profilo lipidico nel sangue.

Il consumo probiotico può migliorare i sistemi immunitari, gastrointestinali e riproduttivi femminili negli adulti sani.

Tuttavia non sono emerse evidenze a supporto della capacità dei probiotici di causare cambiamenti persistenti nel microbiota intestinale, o migliorare il profilo lipidico negli adulti sani.

Per poter eventualmente affermare che il consumo di probiotici porti benefici anche agli adulti sani sono necessari ulteriori studi.

Riferimenti bibliografici

(1) https://www.medicalnewstoday.com/articles/307998.php

(2) https://isappscience.org/prebiotics/

(3) https://isappscience.org/probiotics/

(4) http://www.worldgastroenterology.org/guidelines/global-guidelines/probiotics-and-prebiotics/probiotics-and-prebiotics-english

(5) https://academic.oup.com/jn/article-abstract/125/6/1401/4730723?redirectedFrom=PDF

(6) http://www.fao.org/3/a-a0512e.pdf

(7) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7782892

(8) http://www.loveyourtummy.org/

(9) https://icds.uoregon.edu/wp-content/uploads/2011/07/MicrobesOnYourMind_ScientificAmericanMind2012.pdf

(10) http://espcg.eu/wp-content/uploads/2013/09/ENGLISH-LEAFLET-ESPCG-2013-Consensus-Guidelines-on-Probiotics.pdf

(11) http://www.gutmicrobiotaforhealth.com/definition-probiotics-twelve-years-later-6455

(12) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29581563

(13) http://www.gutmicrobiotaforhealth.com/en/about-gut-microbiota-info/

(14) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15481739

(15) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22424233

(16) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19018661

(17) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26695080

(18) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22570464

(19) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22071814

(20) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22570464

(21) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21069673

(22) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27413138

(23) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11069570

(24) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10024217

Potresti essere interessato anche a:

Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci iscrivendoti alla nostra newsletter, oppure puoi anche seguirci su Facebook.

Questo articolo di Aida è stato pubblicato in data 16 settembre 2018 e aggiornato in data 20 settembre 2018.

Dov'é possibile approfondire l'argomento ed avere maggiori informazioni

Sei pregato di leggere attentamente il disclamer medico  e l'informativa sulle affiliazioni.

Contenuti corrispondenti

Link pubblicitario