Olio di cocco. Fa male o fa bene?

La palma da cocco è una pianta tipica dei paesi caldi. Il frutto della palma è la noce cocus nocifera. Dalla polpa essiccata della noce di cocco si ottiene l’olio di cocco (puoi acquistarlo qui) che, attualmente è al centro di ardite speculazioni: c’è chi sostiene che fa male, c’è chi lo ritiene un superfood.

Olio di cocco. Fa male, fa bene?. Foto: flickr di bionicteaching con licenza Creative Commons (BY-NC)
Olio di cocco. Fa male, fa bene?. Foto: flickr di bionicteaching con licenza Creative Commons (BY-NC)

C’è poi  una schiera di persone – e noi siamo tra queste  – che hanno un’opinione più articolata.  E ciò, per chi ci legge regolarmente non è una sorpresa. Abbiamo più volte constatato  che -in linea generale-  approfondendo un argomento, se non  non lo valutiamo come a sé stante solamente focalizzandoci solo su alcuni suoi aspetti; ma valutandolo  nel suo insieme, nel contesto in cui è inserito, diventa più diventa difficile, quando non impossibile, sempre assumere posizioni nette. Alla domanda «se l’olio di cocco fa male», la nostra risposta è quindi  «dipende»: dalla sua quantità, sopratutto.

L’olio di cocco è un olio vegetale che viene impiegato nell’industria cosmetica, alimentare e farmaceutica. E’ composto da circa l’82% di acidi grassi saturi, con oltre due terzi di grassi saturi sotto forma di trigliceridi a catena media. Quindi, la sua percentuale di grassi saturi è molto alta. Basti considerare che il burro contiene circa il 64% di grassi saturi, e che il grasso di manzo e lo strutto ne contengono circa il 40%. Non é un caso perciò, che l’olio di cocco fornisca un apporto calorico di circa 892 Kcal per 100 gr di prodotto.

Olio di cocco – proprietà e rischi

Questi elevati valori già danno un’idea sui possibili effetti  se  impiegato a scopo alimentare: va assunto con  moderazione, a meno che non si voglia diventare obesi.

Elevato contenuto calorico a parte,  anche il suo alto livello di grassi saturi deve costituire un campanello di allarme. Ciò perché una dieta ricca di grassi saturi è associata ad alti livelli di colesterolo LDL (quello «cattivo») che aumenta i rischi di malattie cardiache. Quindi, ad una prima analisi, parrebbe proprio che l’olio di cocco faccia male.

Tuttavia, da un’analisi più approfondita è emerso che l’olio di cocco, a differenza di tanti altri oli saturi, è in grado di innalzare anche i livelli di colesterolo HDL, quello «buono»,  e contiene molti antiossidanti. L’acido laurico, di cui l’olio di cocco è ricco, è quello stesso acido che si trova nel latte materno e,  quindi, tanto dannoso non può essere. Inoltre, l’acido laurico in esso contenuto ha forti proprietà antimicrobiche e antifungine. [1]

E comunque, gli effetti  dell’olio di cocco non possono, nel loro complesso, essere ricondotti alla sola sua incidenza sul colesterolo LDL (cattivo), ma vanno inseriti  in un conteso più ampio che tenga conto anche degli effetti benefici che si possono ottenere dalla sua assunzione all’interno di una dieta sana ed equilibrata.

«Tutto dipende dallo stile alimentare nel complesso, perché quando ci si nutre, non si può fare la conta: questo lo mangio, questo non lo mangio. Tuttavia bisogna stare attenti, perché in base al tipo di stile di vita che uno fa può essere un ottimo alimento oppure no», sostiene il dott. Sicilia, del Dipartimento di Nutrizione Umana dell’Università Tor Vergata di Roma. [2]

Olio di cocco – quale scegliere

Per scegliere un olio di cocco di alta qualità,  è bene controllare sempre bene l’etichetta e scegliere olio di cocco extra-vergine (ovvero estratto per spremitura e non mischiato con solventi chimici) di origine biologica (ovvero privo di tracce di pesticidi o fertilizzanti).

Un’ottimo olio di cocco extra vergine, biologico e puro, preparato a freddo ed imbottigliato nella zona di produzione e, quindi,  senza  trattamenti che ne compromettano o modifichino le qualità intrinseche, lo trovate qui: Olio di Cocco 500 ml Extra Vergine Biologico Crudo

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Olio di cocco – per uso alimentare

Quello di cocco, è un olio è estremamente stabile e può essere conservato allo stato solido a temperatura ambiente per molti mesi, senza che diventi rancidio. Per questo motivo i cuochi vegani, per fare delle crostate ed altri prodotti da forno che richiedano una solida fonte di grassi, stanno sperimentando il suo utilizzo al posto di burro e grassi vegetali. In passato, l’olio di cocco è stato utilizzato anche nei biscotti, nei crackers e nei dolci in genere. Tuttavia, le paure per i suoi grassi saturi, hanno indotto i produttori ad abbandonarlo a favore di altri oli ritenuti più sani dai consumatori.

Nella cucina tradizionale thai, l’olio di cocco ha un ruolo fondamentale, ed i tailandesi lo utilizzano da millenni.

Poiché l’olio di cocco contiene dell’ acido laurico, è spesso impiegato nei formulati per i bambini (latti idonei all’alimentazione artificiale dei lattanti fin dalla nascita).

Olio di cocco –  valori nutrizionali

Dopo aver parlato di calorie e di acidi grassi, non possiamo non dare delle informazioni più precise circa i suoi valori nutrizionali.

nutrienteunitàvalore per 100 g1 cucchiaio
13,6 g
1 tazza
218 g
1 cucchiaino
4,5 g
Acquag0.030.000,070.00
Energiakcal892121194540
Proteineg0.000.000.000.00
Lipidi totali (grasso)g99.0613.47215,954.46
Carboidrati, per differenzag0.000.000.000.00
Fibra, alimentare totaleg0.00.00.00.0
Zuccheri, totaleg0.000.000.000.00

Fonte: [3]

Olio di cocco – conclusioni

La noce di cocco ha un sapore meraviglioso e non ci sono problemi se la si consuma in piccole dosi sotto forma di olio. La maggior parte delle ricerche fatte  sugli effetti dell’olio, sono consistite in studi a breve termine al fine di valutare la sua incidenza sui livelli di colesterolo. A nostro giudizio, è probabile che siano necessari ulteriori studi per avere un’idea più completa di tutti i benefici ed i rischi che quest’olio comporta.

Nel frattempo, se quet’olio dovesse essere di vostro gusto, vi consigliamo di utilizzarlo con la stessa parsimonia con cui usereste un qualsiasi altro olio vegetale con 892 Kcal/100 gr.

P.S. Se invece,  aveste interesse all’olio di cocco per capelli  o  per usi cosmetici  in genere, vi rinviamo a quest’altro articolo.

Riferimenti bibliografici

[1] http://www.lafucina.it/2015/08/03/verita-sullolio-cocco-tutto-cio-dobbiamo-sapere/

[2] http://epochtimes.it/n2/news/lolio-di-cocco-fa-male-il-parere-dellesperto-1900.html

[3] https://ndb.nal.usda.gov/ndb/foods/show/659?manu=&fgcd=

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