Vitamina E e tocoferolo: effetti di carenze o di eccessi

La vitamina E si trova in molti alimenti, tra cui negli oli vegetali, nei cereali, in carne, pollame, uova, frutta e verdura e nell’olio di germe di grano.

In commercio é anche disponibile negli integratori a base di vitamina E (tocoferolo). [2]

vitamina-e-tocoferoloA questo proposito, l’assunzione di integratori di vitamina E – tratture le altre cose- é molto utile anche ai i fumatori, in quanto il monossido di carbonio del fumo di sigaretta incide sulla capacità dell’emoglobina di trasportare l’ossigeno nel sangue.

La vitamina E  / tocoferolo

La vitamina E rappresenta un fattore importante nel prevenire l’ossidazione degli acidi grassi polinsaturi: si dissolve nel grasso -aiuta a proteggere le membrane cellulari contro i danni causati dai radicali liberi -impedisce l’ossidazione del colesterolo LDL (colesterolo cattivo).

Questa vitamina è anche necessaria per la manutenzione strutturale e funzionale del sistema scheletrico, del sistema cardiaco e della muscolatura liscia.

E’ inoltre coinvolta nei processi di formazione dei globuli rossi, ed aiuta a mantenere le riserve di vitamine A e K,  di ferro e selenio. [3]  Alcune ricerche hanno ipotizzato che essa possa aiutare a prevenire /ad alleviare i sintomi del morbo di Alzheimer ed anche alcuni danni legati al diabete, ed a prevenire o trattare la malattia reumatoide, ma, al momento non paiono esserci sufficienti studi che supportino la validità di questi trattamenti. [2, 3]

Senza voler entrare troppo nel dettagli degli aspetti tecnici, accenniamo solo al fatto che la vitamina E è un complesso vitaminico costituito da otto gruppi di composti.

Quattro di questi vengono individuati come tocoferoli: tocoferoli alfa (α), tocoferoli beta (β), tocoferoli gamma (γ), tocoferoli delta (δ).

Gli altri quattro come tocotrienoli: tocotrienoli alfa (α), tocotrienoli beta (β), tocotrienoli gamma (γ),  tocotrienoli delta (δ) .

L’α-tocoferolo è quello maggiormente presente in natura, e con la più alta attività biologica.

Gli integratori di vitamina E

Gli integratori di vitamina E naturale sono derivati dagli oli vegetali, contengono l’ α-tocoferolo che si ritiene esserne la sua forma attiva; mentre gli integratori di vitamina E sintetica sono una miscela di forme attive e di forme intattive.

On ordine alla vitamina E  contenuta nei singoli prodotti e di conseguenza quindi anche nei relativi integratori di vitamina, si rileva che – ad esempio-  il  beta-tocoferolo isolato dall’olio di germe di grano ha attività vitaminica pari al 30% di quella dell’α-tocoferolo, mentre il  gamma-tocoferolo isolato dall’olio di germe di mais ha attività pari a solo il 15% di quella dell’αlfa-tocoferolo, mentre  il delta-tocoferolo estratto dall’olio di soia è praticamente inattivo [5]

Quanto appena detto solo per mettere in risalto -quanto ad integratori- la necessità che indichino dei dati di riferimento, oggettivi e condivisi, che esprimano l’attività biologica mediante delle unità di misura. A questo scopo si fa generalmente riferimento alle cosiddette Unità Internazionali (U.I.). che sono le unità internazionali di misura della quantità di una sostanza (di vitamina E, in questo caso), basata sulla sua attività biologica. Una unità internazionale (U.I) di vitamina E corrisponde a:

  • 1 milligrammo di alfa-tocoferolo-acetato;
  • 0,97 milligrammi di alfa-tocoferolo;
  • 0,73 milligrammi di alfa-tocoferolo.

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gli impieghi degli integratori di vitamina E (tocoferolo)

Nei disturbi digestivi. L’integrazione di vitamina E può giovare alle persone che hanno dei disturbi digestivi, tra le quali le malattie intestinali croniche, o coloro che hanno subito degli interventi chirurgici gastrointestinali (costoro, per ovvi motivi, hanno maggior difficoltà ad assorbire le vitamine liposolubili). [3]

Come antiossidanti. E ‘controverso se gli antiossidanti, come la vitamina E possano o no, ridurre od annullare gli effetti della chemioterapia e radioterapia. Considerato che queste terapie funzionano generando radicali liberi, i quali danneggiano le cellule tumorali, alcuni medici hanno suggerito che alti livelli di antiossidanti possano neutralizzare questi radicali liberi e quindi proteggere le cellule tumorali: cosicché tutto ciò che protegge le cellule sane può proteggere anche le cellule tumorali.

In quali dosi. Come detto, non ci sono ancora risposte certe, per cui i soggetti che sono interessati a dosi più alte delle dosi giornaliere consigliate (RDA -Recommended Daily Allowance), ci0è delle quantità che una persona in buona salute dovrebbe assumere per soddisfare il suo fabbisogno giornaliero) di qualsiasi antiossidante, dovrebbero consultare il proprio medico.

Gli integratori a base di vitamina E vengono impiegati nei seguenti casi.

  • per prevenire la progressione della malattia di Alzheimer. Uno studio clinico aveva rilevato che la vitamina E aveva contribuito a prevenire la progressione della malattia di Alzheimer. Alcuni studi hanno ipotizzato che l’alta assunzione di vitamina E nella dieta possa associarsi ad un minor rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer.
  • per trattare l’artrite. Secondo uno studio clinico, la vitamina E può alleviare il dolore nei pazienti con artrite reumatoide, ma non ha alcun effetto anti-infiammatorio. Non ci sono, però, altri studi clinici  che confermino questo utilizzo.
  • per prevenire il cancro. Studi fatti in Finlandia, hanno scoperto che nei fumatori di sesso maschile, l’assunzione di integratori di vitamina E riduce il rischio di prostata e di tumori colon-rettali. Secondo uno studio (sui dati del SELECT -Selenium and Vitamin E Cancer Prevention Trial), condotto dal Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle (USA), troppo selenio associato alla vitamina E, aumenta il rischio di cancro alla prostata: l’integrazione della vitamina E, come pure quella del selenio non hanno apportato benefici agli uomini, ma in alcuni casi questa integrazione si è addirittura rivelata dannosa. Gli integratori di vitamina E non hanno avuto effetto su polmoni, tratto urinario, pancreas, rischi di cancro allo stomaco. Un’altro studio, condotto su pazienti con tumori della testa e del collo, ha rilevato che quei pazienti che avevano assunto della vitamina E, avevano un più alto tasso di secondi tumori primari, rispetto a quelli trattati con placebo, ed anche che la vitamina E può interferire con la radioterapia.
  • per gestire malattie cardiache. I dati provenienti da studi clinici, dimostrano che la vitamina E non aiuta a prevenire le malattie cardiache.
  • per prevenire la cataratta. Non ci risulta che esistano degli studi clinici che supportino questo utilizzo.
  • per prevenire le complicanze cardiovascolari del diabete. Diversi studi clinici hanno dimostrato, che gli integratori di vitamina E possono essere utile per prevenire l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (colesterolo LDL) nei soggetti diabetici, che possono aiutare a prevenire la progressione verso l’aterosclerosi.
  • per il trattamento di malattie del fegato. La vitamina E può essere usata negli adulti per trattare le malattie del fegato grasso non causata dall’alcool.
  • per stimolare il sistema immunitario. Nessuna evidenza scientifica supporta questo suo uso.
  • per prevenire la progressione della malattia di Parkinson. Di ciò mancano conferme da studi clinici.
  • per ridurre le vampate di calore. Uno studio clinico ha dimostrato che la vitamina E riduce moderatamente le vampate di calore nelle donne sopravvissute al cancro al seno, altre categorie di pazienti non evidenziato simili benefici.

avvertenze circa le integrazioni di vitamina E

  • Poiché la vitamina E è liposolubile, essa viene meglio assorbita se viene assunta con un pasto che contenga alcuni grassi.
  • La vitamina E perde la sua efficacia quando viene esposta all’aria, al calore ed alla luce, così che gli integratori di vitamina E devono essere conservati in un luogo fresco e buio.
  • Le persone che stanno assumendo degli anticoagulanti (anche l’aspirina) dovrebbero prendere dei supplementi di vitamina E solamente sotto il controllo medico.
  • Se state assumendo le statine, non superate 800 U.I. di vitamina E, perché questa potrebbe ridurre drasticamente i benefici di alcuni farmaci per il colesterolo.
  • Con l’assunzione di vitamina E e di farmaci chemioterapici o di oli minerali, potrebbero esserci degli effetti collaterali.
  • L’assorbimento della vitamina E può essere modificato quando si prendono farmaci come la colestiramina (farmaco somministrato per via orale allo scopo di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue), colestipolo (un  composto non viene assorbito dal tratto gastrointestinale) e l’orlistat (un farmaco specifico per il trattamento dell’obesità).
  • I livelli di vitamina E possono essere influenzati da farmaci anti-sequestro, da zinco e dagli oli di pesce.
  • Alte dosi di vitamina E possono aumentare il fabbisogno del corpo di vitamina K.
  • Una maggiore assunzione di acidi grassi omega-6 può aumentare il fabbisogno di vitamina E. [3]

Le carenze di vitamina E (tocoferolo)

Una carenza di vitamina E, è rara negli esseri umani. Ancorché la maggior parte delle persone non siano gravemente carente di vitamina E, molte persone potrebbero avere dei livelli leggermente più bassi.

Possono essere a rischio di carenze  – le persone che non possono assorbire i grassi alimentari o che hanno rari disturbi del metabolismo dei grassi -i neonati prematuri o quelli con  basso peso alla nascita  -gli individui affetti da rari anomalie genetiche della proteina di trasferimento del alfa-tocoferolo.

I sintomi della carenza di vitamina E sono costituiti da:

  • debolezza muscolare;
  • perdita di massa muscolare;
  • movimenti oculari anormali;
  • problemi di vista;
  • camminare instabile.

Un suo deficit di lungo termine, può causare dei problemi al fegato ed ai reni.

La vitamina E in eccesso

Salvo un effetto anticoagulante, la vitamina E non ha tossicità od effetti collaterali. In quantità  molto elevate, potrebbe interferire con la capacità del corpo di coagulare il sangue, e quindi comportare dei rischi per le persone che già assumono degli anticoagulanti.

Gli effetti collaterali e le interazioni

Se si sta prendendo il warfarin od altri farmaci anticoagulanti, le dosi di vitamina E superiori a 400 UI al giorno possono  aumentare i rischi di sanguinamento. Se si inizia o si interrompe l’assunzione di vitamina E, deve essere controllato il tempo di protombina (PT), il quale viene espresso mediante l’indice INR -International Normalized Ratio.

La tossicità della vitamina E -dovuta ad un suo  consumo a lungo termine maggiore di 400-800 U.I. al giorno-  può manifestarsi con affaticamento, vertigini, debolezza, mal di testa, visione offuscata, eruzioni cutanee, e tromboflebite (infiammazione di una vena a causa di un coagulo di sangue).

La vitamina E può aumentare il rischio di ictus.

Vitamina E (tocoferolo) - riferimenti bibliografici

[1]  Traber MG. Vitamina E. In: Shils ME, Shike M, Ross AC, Caballero B, Cousins R, eds. Nutrizione Moderna di salute e malattia. 10 ° ed. Baltimore, MD: Lippincott Williams & Wilkins, 2006; 396-41

[2] http://www.webmd.com/vitamins-supplements/ingredientmono-954-vitamin+e.aspx?activeingredientid=954&activeingredientname=vitamin+e

[3] http://www.drweil.com/drw/u/ART02813/facts-about-vitamin-e

[4] http://www.uisp.it/puglia/files/principale/riviste/corriere/N40-5ottobre2010.pdf

[5] http://www.sitri.it/dieta/dieta_3/dieta_3.html

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